Una recente sentenza di cassazione ha definitivamente messo il punto sulla vicenda delle concessioni degli stabilimenti balneri. Il concetto espresso dai giudici è chiaro: le leggi italiane che hanno prorogato automaticamente le concessioni balneari senza fare gare pubbliche non hanno valore. Quando un gestore continua a occupare la spiaggia solo perché una legge nazionale gli ha permesso un rinnovo senza bando, sta commettendo una violazione della legge. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3657 del 29 gennaio 2026 (Sezione III penale), ha messo un punto fermo su una delle dispute più calde degli ultimi decenni. Il caso specifico riguardava uno stabilimento di Teramo, già finito sotto sequestro, ma il principio stabilito vale per tutta Italia.











