L’acqua è poca e la papera non galleggia…


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Da Qui Ischia – Manca poco ormai alla riapertura, appena un paio di settimane. Anche se qualcuno ha già anticipato l’incontro con i clienti, approfittando delle giornate calde e assolate. Poche eccezioni, comunque. Perchè forse mai come quest’anno sembra ancora tutto in alto mare nella preparazione della nuova stagione balneare. A cominciare dai consueti lavori di manutenzione primaverili per sistemare gli stabilimenti e metterli in condizione di lavorare, appena riapriranno i battenti. E avverrà in condizioni difficili, per le conseguenze disastrose delle mareggiate invernali, che hanno lasciato il segno lungo tutte le coste isolane. Soprattutto quelle sciroccate che a gennaio ingoiarono gran parte delle spiagge tra la Mandra e il Porto, dalla Spiaggia dei Pescatori a San Pietro. Una situazione che non è cambiata granchè, da allora. Troppo deboli sono stati i venti di ponente che hanno agito dopo, per riportare a terra la sabbia che lo scirocco aveva rapito con la sua massima violenza allontanandola dalla riva. Nè hanno avuto seguito le richieste, perfino pressanti, che gli operatori avevano indirizzato nell’immediatezza dell’emergenza agli enti competenti, affinché provvedessero al ripascimento in vista della stagione 2014. Che, invece, si aprirà ancora, come quella precedente peraltro, con arenili profondamente erosi.Ma una novità c’è e va nella direzione che da qualche anno era auspicata dai concessionari dei lidi e da chi ha una buona conoscenza della situazione a terra e ancora di più a mare. Da qualche giorno, l’impresa incaricata dalla Provincia ha iniziato le operazioni di risistemazione delle scogliere poste proprio a protezione del tratto costiero a nord dell’isola. Lavori attesi da tempo, che da Ischia si era cercato di sollecitare e accelerare a più riprese, perchè considerati fondamentali per salvare gli arenili dalle tempeste più distruttive. L’ultima sollecitazione della serie è recente: “L’avevo inviata all’amministrazione provincilea per chiedere che si cominciasse al più presto dalla zona del Lido-San Pietro per l’avvicinarsi della stagione balneare. L’intervento si sarebbe dovuto effettuare a gennaio, poi è saltato tutto e si è arrivati ad ora, a ridosso della nuova stagione. Si è deciso di cominciare dalla zona di Cafieri, perchè dice che il costone è pericoloso e  i lavori sono già in corso. Si dovrà proseguire al Lido, credo dalla settimana prossima. E’ già stabilito, speriamo sia tutto completato in tempo per l’avvio di stagione “, spiega Giuseppe La Franca, presidente della Fiba Confesercenti.L’intervento appena iniziato nel tratto di mare antistante Cafieri, al confine tra Ischia e Casamicciola, prevede il rifiorimento e rafforzamento delle scogliere esistenti, che le mareggiate degli ultimi inverni avevano ridotto ai minimi termini, annullandone quasi la funzione a protezione della costa. Si procederà dal Lido alla Mandra restaurando le scogliere frangiflutti e anche ricostruendo le scogliere “a isola” antistanti la Spiaggia di San Pietro, che ormai sono quasi inesistenti. “E’ un inizio di cura del litorale che aspettavamo e chiedevamo da anni – sottolinea La Franca – Avremmo voluto che si provvedesse anche al ripascimento, ma per quest’anno non se ne farà nulla, se ne riparlerà l’anno prossimo. Comunque, questo delle scogliere è un primo passo importante, finalmente una novità positiva”.La crisi turistica, tuttavia, non sembra superata e le prospettive per la stagione non appaiono particolarmente rosee. “L’erosione delle spiagge ha rallentato anche la ripresa della manutenzione negli stabilimenti – spiega La Franca – Si sta facendo tutto in economia e così sarà anche alla riapertura”. Significa che ci saranno meno posti di lavoro? “Certo, si debbono razionalizzare e ridurre le spese di gestione. Le concessioni si sono molto ridotte, però i canoni demaniali sono aumentati del 100 per cento e le altre tasse del 50. E poi l’organizzazione turistica attuale non aiuta il settore balneare. Le convenzioni con gli alberghi riducono moltissimo gli incassi, ci sono meno turisti che girano e scelgono autonomamente gli stabilimenti, preferiscono restare in piscina o usufruire della convenzioni che a noi portano poco”. Ma forse bisognerebbe innovare l’offerta, proporre qualcosa di nuovo a chi viene a Ischia per il mare. “Delle idee le abbiamo, qualche sorpresa ci sarà prossimamente – dice il presidente Fiba – Ma senza che si mettesse mano alle scogliere, che si cominciasse a fare qualcosa di concreto a monte, tutto era necessariamente bloccato, non aveva senso pensare a migliorare l’offerta con le spiagge ridotte in queste condizioni. Adesso si può cominciare a ragionare”-Intanto, dall’altra parte dell’isola si è alle prese con un “caso” capace di minare l’immagine e la sostanza dell’offerta turistica isolana, con la chiusura di una spiagge dalla grande e riconosciuta capacità attrattiva. “Chi non conosce Cava dell’Isola? La chiusura incide certamente a livello turistico, per tutta l’isola – è il giudizio preoccupato di La Franca – Cava è una realtà particolare, che attrae soprattutto giovani, è famosa per questo. E c’è chi viene a Ischia apposta per andarci. E’ un problema gravissimo, spero che si riesca a trovare una via d’uscita”. La stagione balneare ischitana dipende anche da come andrà la vicenda di Cava. Dopo le mareggiate, ci voleva anche quest’altra emergenza. Con la differenza – e l’aggravante – che quest’ultima è tutta opera dell’uomo…

 

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