L’importanza del celibato nel clero…


download

Cesare Baronio – Dopo le polemiche sollevate dai rivoluzionari Bergogliani circa la pubblicazione del libro sul celibato cattolico dei sacerdoti ” dal profondo del nostro cuore”, scritto a quattro mani dal Cardinale Robert Sarah e il Papa emerito Benedetto XVI, tutto resta confermato. La perfetta sintonia tra i due autori, le firme sulle edizioni nelle diverse lingue e la ferma decisione di non cambiare nulla e sul contenuto del libro e sulla modalità di pubblicazione. La prima edizione è quella francese ed è già un bestseller in Francia!È evidente che questo libro, uscito subito dopo il Sinodo Amazzonico dello scorso ottobre, ha il compito di proteggere ed esplicitare l’importanza del celibato sacerdotale, che è un valore in particolare nella Chiesa di tradizione Latina. Il lavoro offerto dal Papa emerito esamina il fondamento Biblico del celibato sacerdotale e lo inquadra nell’importanza del sacrificio Eucaristico. Il Sacerdote Cattolico è chiamato non solo a celebrare, ma anche a vivere l’ Eucarestia. La pienezza di questo vivere sta nella intimità quotidiana con il sacro. Il Sacerdote celebra l’Eucarestia ogni giorno e ogni giorno è chiamato a vivere questa intimità con il suo Signore e per questo deve conservare la purezza!”Astare coram te et tibi ministrare”. Queste parole che il Sacerdote pronuncia nel Canone II esprimono l’ufficio sacerdotale, che non è quello solo di servire ( ministrare ), ma soprattutto quello di stare ( astare ) sempre alla presenza del Signore. Essere davanti a lui come Mose’, essere tutto per Lui! È chiaro che questo in molti Sacerdoti si è perso. Un prete secolarizzato diventa un factotum, ma non del suo specifico, cioè quello di stare al servizio della comunità sempre nell’esercizio dei tre “munera”: insegnare, santificare e governare. È interessante seguire il lavoro biblico di Benedetto e quindi invito a comprare e leggere il libro. Mentre il Cardinale Sarha esamina l’aspetto ecclesiologico e pastorale della questione. Il “si! ” dell’uomo scelto da Dio, ci ricorda il Cardinale Sarah, è un si ontologico, un si detto per sempre sul modello di Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote. È falso, dichiara Sarah, l’affermazione che il Sacerdozio celibatario è di tarda tradizione; “Alcuni penseranno che questa mia riflessione sia errata. Altri mi diranno che il celibato sacerdotale è soltanto una disciplina tardivamente imposta dalla Chiesa latina ai propri chierici. Ho letto simili affermazioni su molti giornali. La precisione storica mi obbliga a dichiarare che esse sono false. Gli storici seri sanno che, già dal IV secolo, la necessità della continenza per i preti è affermata dai concili. Bisogna essere precisi.” E ancora; “Alcuni danno prova di una terribile disonestà intellettuale. Affermano: ci sono stati sacerdoti sposati. È vero. Ma essi erano tenuti alla continenza perfetta. Vogliamo ritornare a questa situazione? Il rispetto che nutriamo verso il sacramento del matrimonio e la comprensione più approfondita che di esso abbiamo dal Concilio ce lo impediscono.” È importante ricordare, afferma Sarah, ciò che San Giovanni Paolo II ha ribadito nella Esortazione “Pastores dabo vobis”. “Riguardo al sacerdozio, il Sinodo dei Vescovi ha permesso l’elaborazione nel 1992 dell’Esortazione apostolica Pastores dabo vobis. In essa san Giovanni Paolo II insegna con vigore che il celibato sacerdotale scaturisce da ciò che il Concilio ha indicato come l’essenza del carattere e della grazia propri del sacramento dell’Ordine: l’abilitazione a rappresentare Cristo Capo per il Corpo che è la Chiesa. «La volontà della Chiesa trova la sua ultima motivazione nel legame che il celibato ha con l’Ordinazione sacra, che configura il sacerdote a Gesù Cristo Capo e Sposo della Chiesa. La Chiesa, come Sposa di Gesù Cristo, vuole essere amata dal sacerdote nel modo totale ed esclusivo con cui Gesù Cristo Capo e Sposo l’ha amata»; “Senza la presenza del sacerdote celibatario, la Chiesa non può più prendere coscienza di essere la Sposa di Cristo. Il celibato sacerdotale, lungi dal ridursi a una disciplina ascetica, è necessario all’identità della Chiesa. Si può affermare che la Chiesa non potrebbe più comprendere se stessa se essa non fosse più totalmente amata dai sacerdoti celibatari che rappresentano sacramentalmente il Cristo-Sposo.” Per poter approfondire il tema consiglio di leggere il libro. Solo chi vuole una chiesa mondanizzata e piaciona può affermare il contrario, ma questa non è la Chiesa di Cristo!

 

 

ULTIMORA ONLINE
Questo sito non è un prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità.
Norme sulla privacy