L’angolo della poesia di Beris Alongi


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Beris Alongi, prima di essere un maestro elementare è sempre stato un amico dei bambini. Il maestro per eccellenza. Ha  insegnato a tutti noi l’umiltà. Studiare si ma con parsimonia. La vita è tutta un’altra storia,  ha sempre ribadito.E’ stato il maestro che tutti i bambini avrebbero voluto avere alle scuole elementare. Il primo impatto con la scuola  lo ha fatto sempre sembrare una cosa bella e istruttiva. 

Con lui abbiamo iniziato a giocare nel cortile della scuola Marconi. Palla rilanciata era un’ora che adoravamo. Siciliano doc. Un uomo di cuore. Una persona all’antica ma con una voglia matta di insegnare alle nuove generazione il “senso della vita”. Lo studio con lui è sempre stato una passeggiata e anche i più somari riuscivano a stare al passo con il resto della classe. Quando faceva il gioco della monetina era il delirio e non ha mai voluto rivelarci il trucco. Nell’intervallo si udiva una strana musica che usciva dalla bocca del maestro, stringeva tra i denti il Marranzano (Scacciapensieri) e con le labbra ne sfiorava le note. Tutti noi, classe 1968, ne abbiamo un ricordo splendido che conserveremo sempre nel nostro cuore. Di seguito una poesia del maestro Beris Alongi.

Alla mamma

Mamma: occhi che mi guidano, voce che mi chiama, mano che mi cerca, mi stringe, m’acarezza, mano che tesse filigrane d’oro intorno alla mia vita. Mamma: goccia d’amore che si disfa e vive nel cuore del mio cuore

Beris Alongi

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