Il gas, l’affare del secolo. Mani eccellenti, stanno tentando di appropiarsene. Tutto tace. Nessuno sa spiegare le ingenti spese previste per singoli cittadini per ottenere l’allaccio. Si zittisce sulle carenze della condotta sottomarina e della rete. In via Foschini è innescata una bomba a cielo aperto. Tutto questo pare non interessare nessuno, eppure è la vita dei cittadini e la sicurezza del territorio che viene messo in discussione. Si continuano a mettere a dimora di qua e di là, qualche piantina di fiori, e non si guardano i disastri che i lavori commissionati da questa amministrazione , a macchia di leopardo su tutto il territorio, rendono difficile lo scorrere della vita quotidiana del paese. Non solo. Non c’è controllo sulla perfetta esecuzione degli stessi. I lavori fatti, presentano veri e proprio pericoli per la circolazione stradale. Sanpietrini sconnessi, marciapiedi dissestati, vere e proprie voragini, che in questo periodo di piogge rendono le strade d’Ischia un percorso di guerra. Il sindaco ritiene che questo falso attivismo, sui lavori pubblici, possa rendere il paese più presentabile, per la prossima stagione turistica. Egli ignora che il metodo amministrativo corretto, è quello basato sulla programmazione e sulla tempestività ed efficienza degli interventi. Purtroppo, il letargo invernale degli ischitani e del suo quotidiano locale, fa sopportare un ogni cosa. Tale comportamento, è proprio della ipocrisia provinciale di quei territori che hanno conosciuto in passato un certo benessere e che oggi, sono rinchiusi in se stessi. Per realizzare un buon governo, anche quando si è privi come ad Ischia, di un programma, bisogna necessariamente tenere in considerazione le esigenze delle diversi parti sociali. Non può privilegiare qualche impresa, o qualche amico, ma si deve necessariamente , almeno per opportunità, ascoltare il disagio di tanti. Per lo meno fingere di alleviarlo. Questi amministratori, sono così arroganti, che continuano a tenersi in piedi per l’alleanza di comitati di affari che spartendosi il territorio, come la veste di Cristo, ai piedi della Croce, immaginano di lucrare solo per se stessi. Nessuna attenzione viene prestata all’occupazione di suolo pubblico, che appare sempre più come un fatto privato, degli amici degli amici. Parti del territorio sono sporchi, spesso male odoranti. Non spetta sempre alla carente Ischia Ambiente, ripulire le zone interessate, così si sperpera il denaro pubblico. Quella ipocrisia provinciale, è tutta presenta nella drammatica situazione edilizia del nostro territorio. Tutti sono pronti a fare lunghi e faticosi cortei, a scontrarsi fisicamente con le forze dell’ordine, salvo poi in privato, a denigrare l’abuso dell’altro, chiudendo gli occhi sul proprio. In questa maniera si distrugge il territorio, che è la nostra vera unica risorsa e fattore di sviluppo per l’ unica attività produttiva: il turismo. L’amministrazione non ha la capacità, nemmeno di capire, tutta ripiegata sui suoi affari, che anche la disperata protesta di quanti vedono il pericolo dell’abbattimento della propria casa, li addita come i veri responsabile della situazione e non li vuole al proprio corteo. Addirittura è disposta ad applaudire il Ponzio Pilato, avvocato di turno, che certo ha contribuito con il suo sapere giuridico, e con la sua ignoranza sociale, al pari dei politici, allo scempio del nostro paese. E’ necessario potersi confrontare senza gli egoismi di parte, con le grandi rappresentanze delle forze portanti di una moderna democrazia economica: lavoro, impresa, politica, per riavviare una prospettiva di ripresa dello sviluppo del nostro comune, di talchè tutti contribuiscano a migliori condizioni di vita, e nessuno paghi per l’arricchimento di pochi.
Augusto Muro

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