fondo-schienaLa spiaggia per eccellenza, più conosciuta come “dei giovani”, oggi è totalmente nella “merda”. Scarichi a cielo aperto, inquinano ogni gior-no il bellissimo specchio d’acqua invidiato da tutto il mondo. Tempio della movida on the beach ischitana, Cava dell’isola, rischia di diventare lo sversatoio di liquami nauseabondi. Tutto questo senza che nessuno muovi un dito, dalle istituzioni agli enti preposti per il controllo e la vigilanza sulla tutela dell’ambiente. Pochi giorni fà mentre turisti e isolani facevano il bagno, si sono visti arrivare a mare da un  grosso tubo un getto di acqua putrita e nera, che nel giro di pochi minuti a colorato di scuro il mare azzurro. Immediatamente alla spiaggia è partito un passa parola, che è arrivato al proprietario dell’unico bar presente. La telefonata è d’obbligo al sindaco Regine, che risponde:”Non posso fare nulla sono impegnato dietro la scrivania con le carte”. Una risposta che lasci di stucco il ristoratore che angosciato chiude la cornetta avvilito. Questa dovrebbe essere l’isola incantata, circondata dal verde della natura e dall’azzurro del mare. In effetti lo è, solo che è gestita malissimo da chi non riesce nemmeno a tutelare il proprio tratto di mare. Regine nel corso del suo mandato non ha eccelso, superando sempre l’ostacolo, invece di affrontarlo è abbatterlo. L’unica cosa di cui  si è sempre interessato, è la corsa serale dell’aliscafo da Napoli per riportarlo a Forio, dopo una lunga giornata passata in ospedale. I medici dovrebbero fare solo i medici, rispettando il giuramento fatto ad inizio carriera. Purtroppo non ci sono regole per impedire a certi professionisti di entrare in politica, vedi Di Pietro, Berlusconi, e chi più ne ha ne metta. Ischia di questo passo, morirà, per mano dei politici che hanno sempre avuto come primo obbiettivo, il clientelismo. Cava rimarrà sempre la spiaggia più bella dell’isola insieme ai Maronti, ma macchiata di un brutto colore che non farà altro che respingere i turisti che dovrebbero essere la linfa vitale di tutta la comunità isolana. Senza il turismo e la salva guardia delle spiagge, siamo morti!

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.