imagesLo scrittore Paolo Giordano, vincitore del premio “Strega” per il  libro “La solitudine dei numeri primi “, in vetta alle classifiche dei libri più venduti in Italia,  ha intervistato Rita Levi Montalcini. L’articolo è apparso sul primo numero di  Wired Italiens, rivista di storie, idee e persone che cambiano il mondo,  rivolto ai curiosi, gli innovatori, i mondopolitani.   E quale migliore madrina?

Lei è davvero un personaggio straordinario. La più antica e la più moderna. Ricca di passato e proiettata nel futuro: è ancora oggi impegnata nei suoi studi come ricercatrice.  Ha attraversato tutta la storia del XX secolo e l’inizio del terzo millennio. La sua immagine sulla copertina di “Wired” è la più trend e unica del mondo e fa impallidire le solite copertine realizzate con foto di modelle dello star system a cui il nostro occhio è ormai assuefatto. Ad uno sguardo attento non sfugge una sorprendente scoperta: il sorriso lieve e lo sguardo ironico e fermo dell’intelligenza sono gli stessi della Gioconda. E d’altra parte gli storici  hanno ipotizzato che il famoso quadro riproducesse  il volto di Leonardo, scienziato ed artista proprio come lei. E come il ritratto della Gioconda, la sua immagine esercita uno straordinario fascino. Vince sulle rughe, e propone un nuovo modello di stile e bellezza della vecchiaia: la vincita della grazia e del carisma  della mente sulla tristezza della decadenza. La fotografia della copertina  di “Wired”  è opera del famoso fotografo Albert Watson. Paolo Giordano sottolinea: lei non ha introdotto come primo argomento il Nobel, la  guerra e le persecuzioni razziali, la sua vita in America. Ma ha parlato subito del suo prossimo libro. Tratterà il tema del cervello: secondo la scienziata non tutti sanno che il cervello dell’uomo è fatto da due cervelli. Un cervello arcaico, collocato nell’ippocampo,  rimasto fermo a tre milioni di anni fa, non molto differente tra l’homo sapiens ed i mammiferi inferiori, e l’altro cognitivo, nella neo-corteccia,  nato 150 mila anni fa con il linguaggio, sviluppatosi straordinariamente grazie alla cultura. Per lei, le guerre, il nazismo, l’odio razziale sono da attribuire al cervello arcaico. Ed il cervello arcaico secondo la Montalcini  porterà l’homo sapiens all’estinzione. La scienza ha fornito all’uomo potenti armi di distruzione. Il cervello arcaico, anche maligno, potrebbe suggerire la follia di autodistruzione. La scienziata che ha vinto il Nobel per la scoperta del NGF, molecola proteica che trasforma la cellula in neurone, nel 2001 ha fondato l’EBRI, Istituto di ricerca scientifica sulle malattie neurologiche e neurodegenerative. L’NGF potrebbe contrastare l’avanzare dell’Alzheimer e altre gravi malattie degenerative come il Parkinson. Lei ancora ci studia.  Ogni mattina si reca al suo posto di lavoro, in laboratorio,  dove l’attendono i suoi colleghi giovani, ricercatori qualificati con una presenza femminile abbastanza rilevante. E il futuro della donna sta molto a cuore a Rita Levi Montalcini. La Fondazione da lei creata è nata per dare un futuro alle donne africane. Le donne per secoli sono state lontano dall’istruzione, e valgono quanto gli uomini. Per lei l’intelligenza non è genetica, si sviluppa con il sapere. Lei stessa ha combattuto per la sua realizzazione. Suo padre, ingegnere, non approvava che le figlie lavorassero, sua madre, pittrice, abbandonò le sue attitudini per dedicarsi alla famiglia. Rita lo stesso si dedicò allo studio. Si laureò a Torino. Lavorava  all’Istituto di Anatomia Comparata quando fu sospesa per le leggi razziali. Ma non si arrese. Allestì il suo laboratorio in camera da  letto. E da lì cominciò l’inizio della scoperta che la portò al Nobel. Così lei ha definito la sua straordinaria vita: “la mia avventura lunga un secolo”. L’avventura del sapere.          

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