Da quando ha appreso che dovrà scontare dieci anni di reclusione per aborti clandestini, il ginecologo napoletano Achille Della Ragione, il più noto della città, ha lasciato la sua bella villa di Posillipo e fatto perdere le tracce. La condanna, divenuta esecutiva dopo la pronuncia della Cassazione, gli prospetta ora un lungo periodo di detenzione. Tutto è cominciato con la denuncia di una donna che accusò il professionista di averla costretta, tra il 1998-99, ad interrompere due gravidanze a distanza di pochi mesi l’una dall’altra. Il ginecologo, abortista convinto, ha sempre respinto le accuse, sostenendo di non aver mai esercitato pressioni su nessuna delle sue clienti per arrivare ad un aborto.Sessantun anni e padre di tre figli, Della Ragione è ora ricoverato in una clinica di un paese europeo sotto falso nome per sottoporsi a un intervento al cuore. Ma ha accettato di parlare della sua vicenda.
“Il 28 agosto la Cassazione ha confermato una condanna nei miei confronti degna di uno spietato boss della camorra, di un trafficante internazionale di droga, di un killer. Invece sono vittima di una squallida storia di estorsione. I miei avvocati si apprestano a chiedere la revisione del processo e a far ricorso alla Corte Europea di Strasburgo per le compressioni al diritto di difesa esercitate nei miei confronti in tutti i gradi del giudizio”.Laureatosi in medicina nel 1972, Della Ragione quell’anno fa un incontro che gli cambierà la vita. Conosce a Los Angeles il dottor Harvey Karman, l’inventore dell’omonimo metodo per indurre l’aborto nella fase iniziale della gravidanza attraverso l’aspirazione. Una metodica che eliminava per sempre il famigerato raschiamento, terrore per generazioni di donne costrette a sottoporsi a un’inutile tortura. Karman, morto lo scorso maggio a 84 anni, era uno psicologo, ma passerà alla storia come un eroe della medicina. Il suo metodo (utilizzava una cannula soffice e sottile al posto degli strumenti metallici) negli anni Settanta fu ostacolato da buona parte del mondo medico, ma per la sua semplicità, e grazie ai numerosi gruppi di femministe, si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Lo studioso americano si era occupato di aborti dopo il suicidio di una studentessa per una gravidanza non pianificata e la morte di un’altra per le complicazioni di un aborto, ma poi fu egli stesso coinvolto in aborti, arrestato e scontò due anni e mezzo di galera.“Imparai tutto da Karman – racconta Della Ragione – perché il suo metodo era impregnato di un’onesta concezione filosofica: nei primi giorni di gestazione l’embrione, non possedendo una parvenza di sistema nervoso centrale, non ha acquisito pienamente la dignità di essere umano”. Un argomento controverso, questo, in stridente contrasto con la dottrina della Chiesa che ha sancito con un’apposita enciclica l’inizio della vita con la fecondazione.“Karman – continua – mi insegnò la tecnica e mi fornì in esclusiva per l’Italia il materiale per eseguire il rapido intervento (40-50 secondi) che non richiede anestesia e viene percepito dalla donna come una sensazione simile al dolore mestruale”.Qualche anno dopo Della Ragione ebbe un altro incontro decisivo, quello con Adele Faccio, fondatrice del Cisa e storica esponente radicale. “Mentre da noi erano ancora in vigore le norme del codice Rocco, che consideravano l’interruzione volontaria della gravidanza un reato contro l’integrità della stirpe, con pene severissime anche per la paziente, il Cisa si adoperava per aiutare le donne che non potevano pagare le salatissime parcelle dei cucchiai d’oro. A quel tempo a Napoli imperavano Riccardo Monaco e Antonio Ammendola (ambedue defunti, n.d.r.) con onorari di 600-700mila lire, mentre il Cisa richiedeva una semplice offerta, massimo 50mila lire. Divenni così il punto di riferimento del Cisa e dell’Aied, che organizzavano voli charter e pullman per portare migliaia di pazienti da tutta Italia nel mio studio di via Manzoni”. Al punto che, nel 1978, Della Ragione dichiara a un giornalista della Stampa di aver eseguito in due anni 14.000 aborti. Da quella dichiarazione, finita sulla prima pagina del quotidiano torinese, iniziano i guai giudiziari del ginecologo. Il fisco gli presentò una tassazione di un miliardo e mezzo per tre anni di attività professionale, mentre l’ospedale presso cui lavorava lo licenziò in tronco. Ma dopo una causa ultraventennale, il Tar e il Consiglio di Stato gli hanno dato ragione condannando l’Asl a un risarcimento di 900 milioni di lire.Nel 1994 un infarto costringe il ginecologo a ridurre al massimo il suo lavoro. E’ l’occasione per dedicarsi alle gioie della vita: la scrittura, la filosofia, l’arte, i musei, gli scacchi. Collabora a riviste e giornali, scrive di politica e fa un’esperienza elettorale con il Partito Radicale, non divenendo senatore solo per il mancato raggiungimento del quorum. A libri di divulgazione scientifica, alterna quelli su Achille Lauro e sul disastro dei rifiuti in Campania. Lancia il vaginometro, un apparecchio ideato per favorire l’orgasmo, e pubblica “Il secolo d’oro della pittura napoletana”, un’opera in dieci tomi sul Seicento. Negli ultimi tempi Della Ragione aveva organizzato un salotto culturale nella sua villa di Posillipo arredata con decine di capolavori della pittura, molti dei quali acquistati all’asta dell’armatore Achille Lauro. “Vi hanno partecipato come relatori tutti i nomi che contano nei vari campi: docenti universitari, scrittori, registi, giornalisti, politici che accoglievano felici l’invito e che oggi, salvo pochi, affermano di non avermi mai conosciuto…”. A questa attività affiancava decine di visite guidate a monumenti, chiese, mostre e musei seguite da centinaia di estimatori, e conferenze nelle più prestigiose sedi: dall’Istituto per gli studi filosofici al Goethe Institut, dal Grenoble alla libreria Feltrinelli. “E ho girato le scuole della Campania per sensibilizzare i giovani sul dramma del problema dei rifiuti, regalando a tutti una copia del mio libro “Monnezza, viaggio nella spazzatura campana”.Estroverso e bizzarro, il ginecologo non è nuovo a gesti clamorosi. Lo scorso anno, bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, si è presentato nell’omonima piazza di Napoli armato di scala, colla e pannello per ripristinare il vecchio nome borbonico (Piazza 3 ottobre 1839: nascita della ferrovia Napoli-Portici). “L’eroe dei due mondi per noi è stato una rovina – comiziò dalla scala. – Napoli si è vista cancellare due secoli di storia per diventare la capitale dell’immondizia. Ma qui è nata la prima ferrovia d’Italia, la prima nave a motore, il primo osservatorio astronomico”.Pur avendo dichiarato di voler chiudere con gli aborti, il ginecologo ha però continuato ad avere guai con la giustizia. L’ultimo risale a giugno scorso quando è finito nel carcere di Poggioreale con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla violazione della legge 194. Dopo 14 giorni di detenzione, il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia formulata nei suoi confronti.Ma in eterno contrasto con i parametri fissati dalla legge 194 non ha cambiato posizione: ”Gli aborti clandestini sono inevitabili perché le donne vogliono conservare la privacy, e poi a causa del sovraffollamento e delle lunghe liste d’attesa negli ospedali. Così un’interruzione di gravidanza su 10 è ancora clandestina e nella sola Campania, dove l’80% dei ginecologi è obiettore di coscienza, se ne fanno circa 1300 all’anno. Ora a rivolgersi ai privati sono le extracomunitarie e le giovanissime”. E il prezzo da pagare? “A Napoli la tariffa è di circa 700 euro. Se invece si va a Barcellona, dove ci sono cliniche autorizzate a praticare l’aborto fino al sesto mese, si pagano 3000 euro. Credo che una donna abbia il diritto di rivolgersi a chi vuole. E poi, grazie ai privati, il servizio sanitario regionale risparmia duemila euro per ogni intervento”. Ma quanti aborti ha fatto il dottor Della Ragione? Lui non si nega e risponde: “Nel 1996 indagarono su di me interrogando oltre 400 clienti e scoprendo solo 4-5 casi d’interruzione di gravidanza avvenuti nel mio studio. Invece segnalai io agli inquirenti di essere l’autore di altri 40.000 aborti. Che si aggiungevano ai 14mila fatti prima”.E non si sente colpevole per aver impedito di far nascere 54mila bambini?“No. Ritengo di aver agito sempre nell’interesse delle pazienti che spontaneamente si rivolgevano a me per essere aiutate. Sono fermamente convinto che la volontà della donna vada rispettata, se si manifesta nelle primissime fasi della gestazione, quelle nelle quali si può adoperare il metodo Karman, l’unico da me utilizzato, cioè quando l’embrione ha caratteristiche tali da non poterlo identificare come persona. Viceversa, credo che l’interruzione di una gravidanza avanzata, anche se permessa dalla legge, sia poco diversa da un omicidio”.
A parte i conti in sospeso con la giustizia, le migliaia di interventi hanno fruttato a Della Ragione un autentico fiume di denaro…“Ebbene sì, ho guadagnato cifre ragguardevoli, – ribatte il ginecologo senza imbarazzo – ma sarei criticabile se le avessi realizzate praticando banali appendicectomie? In Italia una donna è libera di rivolgersi a un medico di fiducia per qualunque patologia, invece per un’interruzione di gravidanza è costretta a servirsi di strutture pubbliche delle quali può non avere piena fiducia. Ben diversa è la legislazione in nazioni più civili, dove la paziente è libera di rivolgersi al proprio ginecologo. E’ una situazione paradossale, figlia del compromesso tra comunisti e democristiani quando fu varata la legge 194: un aborto giuridico, che dopo 30 anni richiede una revisione, facendo salva la libertà della donna di rivolgersi a un medico di fiducia e operando i dovuti controlli per evitare abusi. Per trovare una soluzione, tutti devono abituarsi all’idea di cambiare linguaggio: quello praticato da un abile professionista come me non è un aborto clandestino, ma semplicemente un aborto privato”.
G. L.


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