Gli istituti scendono in piazza. La protesta a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, da parte degli operatori socio-educativi ed assistenziali, degli insegnanti e del personale, resta da oltre un anno senza risposta. “Mentre si finanziano a piene mani attività di cultura e spettacolo che certamente non hanno il sapore della indispensabilità, si nega agli istituti assistenziali laici e religiosi, che erogano assistenza a diecimila tra minori e anziani, il minimo necessario per continuare a vivere”. E’ l’opinione del senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.“In una città come Napoli, che intende risorgere, si lasciano a casa i bambini e gli anziani. Come si può cambiare Gomorra se non cominciando dall’educazione dei minori e dalla solidarietà? Se la necessità di strappare minori a rischio alla strada, se la sofferenza degli anziani e dei più deboli non interessa a nessuno, allora la battaglia l’abbiamo già persa”.“Agli operatori degli enti di assistenza religiosi e laici va tutta la mia solidarietà – ha aggiunto De Gregorio -. Costoro garantiscono non solo l’istruzione dei bambini esposti ai rischi della strada, ma anche la loro protezione oltre gli orari scolastici, il vitto e l’assistenza primaria. Per non parlare degli anziani, che in tempi di crisi rappresentano l’anello debole della catena. E che cosa fa il Comune? Devasta ciò che con tanto sacrificio si è costruito nei quartieri a rischio, nelle enclavi della miseria e della devastazione sociale, negando somme dovute da oltre un anno e portando a morte certa gli istituti di assistenza. Pagare per l’assistenza ai bambini di strada e agli anziani è un dovere, non un optional. Evidentemente i potenti che governano Napoli hanno messo a tacere perfino la propria coscienza”, ha concluso il leader di Italiani nel mondo

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