Accoglienza e ipocrisia secondo Papa Francesco…..


wpid-wp-1450359713278.jpeg

Di Cesare Baronio – Spesso Papa Francesco nei suoi interventi parla di accoglienza, di abbattere i muri e costruire ponti. Ho l’impressione che questi aspetti sono accompagnati da una forte ipocrisia, dato che proprio il Vaticano ha muri storici, che ovviamente per la storia che rappresentano non possono essere abbattuti, ma di certo potrebbero essere evitate le frontiere con i relativi controlli ai varchi per impedire gli accessi ai non graditi. È noto che per poter entrare tra le mura Leonine occorre essere muniti di permesso da esibire alla gendarmeria e prima ancora alla guardia Svizzera, altrimenti non entri, sei respinto. Di fatti, se entri nello Stato della città del Vaticano, tutto è sotto controllo, nessun clochard, nessun accampamento di fortuna, nessun problema di delinquenza, tutto pulito e ordinato. È facile parlare di accoglienza quando questa la si vuole in casa altrui! Ci si riempie la bocca di belle parole da fare giungere agli altri, mentre per loro, intendo Bergoglio e i tanti pasciuti prelati, sono lettera morta. Gesù li definiva ipocriti, di quelli che pretendono di caricare gli altri di grossi pesi, mentre loro non li muovono nemmeno con un dito. Ma cosa significa accoglienza? Nella Bibbia l’accoglienza è il galateo del credente, il fiore all’occhiello di chi serve Dio. Un esempio lo possiamo citare in Abramo, quando accoglie i tre viandanti. Abramo accoglie i tre stranieri alle querce di Mamre e compie gesti precisi: la lavanda dei piedi, l’offerta di acqua e cibo, il dialogo (Genesi cap. 18). Il continuo tam tam di Francesco è di accogliere, ma senza dare per primo l’esempio aprendo le porte della propria residenza, dei propri spazi, dei palazzi occupati dalle Eminenze, che sono di molti metri quadrati e molto confortevoli.È bello dire che bisogna accogliere, quando si intende a casa degli altri e con i soldi degli altri! La carità che fanno i nostri preti, eccetto qualcuno, è fatta con i soldi della comunità, mentre loro vivono in modo confortevole e con nessuna difficoltà per sbarcare il lunario. Addirittura con quello che è chiamato obolo di San Pietro ci hanno fatto investimenti a perdere, tanto che c’è un processo in Vaticano per questo. Vogliamo credere che Francesco nulla sapesse di ciò che si faceva? Qualcuno ipotizza che possa venire fuori anche questo nel processo se Becciu sbotta. Se una nazione vuole accogliere i migranti, se l’Europa vuole accogliere, allora non c’è bisogno di mettere questi fratelli nelle condizioni di morire in mare, permettendo ai trafficanti di fare soldi sulla pelle della povera gente, ma ogni Stato, a incominciare dal Vaticano, dica quanti ne viluole accogliere ogni anno e li faccia giungere con canali sicuri e protetti e non in balia delle onde. Caro Papa Francesco, risparmiaci la solita ipocrita tiritera e dacci l’esempio di una vera accoglienza, non a casa degli altri, ma a casa tua!

Di Cesare Baronio

ULTIMORA ONLINE
Questo sito non è un prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità.
Norme sulla privacy